venerdì 21 gennaio 2011

Femminilità e ideologia

È stata probabilmente la scintilla da cui è scaturita la mia conversione ideologica (tuttora in atto), da cui è partito l'impressionante crollo di ideali che ho affrontato negli ultimi mesi: l'idea di "femminilità".
Non so quanto abbia influito il vivere in un luogo arretrato, decisamente povero di modernità e ricco invece di tradizionalismi, afflati religiosi, paura verso tutto ciò che appare diverso o nuovo, dove tutto accade ancora per volere di "Gesù Cristo".
Non so quanto abbiano influito le mie esperienze sentimentali precedenti.
Non so quanto abbia influito il frequentare tradizionalisti cattolici con un'elevata capacità di persuasione (almeno su di me!).
Fatto sta che ho un'idea di femminilità che stona completamente con il mio essere di sinistra, già di per sé in forte crisi per diversi motivi.
Essere di sinistra vuol dire tante cose. Vuol dire amare la libertà a prescindere, amare la collettività a prescindere, ripudiare qualunque forma di tradizionalismo, ripudiare qualsiasi forma di oppressione dei diritti umani e civili, ripudiare il pregiudizio in sé e per sé, insieme alle idee di verità assoluta, di fondamentalismo religioso, di disuguaglianza dei diritti. Vuol dire poi essere a favore della parità tra i sessi, dell'emancipazione femminile, dell'aiuto agli immigrati in difficoltà, perché essere di sinistra vuol dire essere fratello di lui, di lei, dell'altro, perché lui, lei e l'altro sono uguali, tra di loro e a tutti gli esseri umani.
Ideali nobili, da perseguire con coraggio, che potrebbero sembrare utopici. E forse lo sono, ma mi piace pensare che siano perseguibili e che la sinistra sia l'obiettivo, come mi insegna Vendola.
Torniamo alla femminilità. Perché stona con questi ideali?
Perché per me una "donna" è diversa da una "femmina", perché non basta non essere un uomo per essere una "donna". La donna è qualcosa di divino, e va trattata come se fosse davvero un angelo. Questo perché una donna sa essere una madre, un'amante, una moglie, un'amica, un sostegno, un impegno, un obiettivo, un desiderio. È irrazionalità buona, spinta spesso verso un obiettivo irragionevole ma nobile. Ricerca la sicurezza nelle braccia di chi ama, è capace di amare alla follia e di dire di no, andando contro la volontà, la ragione, se stessa. Una donna è l'apoteosi della bellezza, della forma, della dolcezza, dell'eleganza. È un continuo apparire che nasconde un essere spesso tormentato ma nobile in ogni aspetto. È la figura più bella del creato. Dante e Petrarca mi affascinano con le loro lodi alla donna angelica, è a loro che mi ispiro.
La donna, quindi, è femminilità, perché la femminilità è della donna e non può esistere fuori da questa.
La mia idea di femminilità è in contrasto con l'idea di emancipazione femminile e uguaglianza tra uomini e donne, oltre ad essere pesantemente tradizionalista e dogmatica. Ma non la ripudio, anzi...
Cos'è la femminilità?
La femminilità è quel valore, forse il più importante, che contraddistingue SOLO la donna. È tutto ciò che riguarda l'insieme di maniere, comportamenti, attitudini, che l'uomo ama della donna.
Una donna è femminile quando conosce profondamente il significato della parola "Amore". Quando è desiderosa di amare, ma non lo fa perché sa che nessuno la merita davvero. Quando si accorge che è preziosa, e per questo motivo non si regala a nessuno che non sia un vero principe. Quando si rende conto che il suo corpo non può essere di nessun'altro, potrà soltanto congiungersi con quello del suo principe nell'idillio dell'Amore. Quando capisce che castità e purezza sono valori da rispettare e conservare gelosamente finché non sia il momento giusto per liberarli. Quando sorride a chi le fa del male e abbraccia chi le vuole bene. Quando cura il suo aspetto quel tanto che basta per sembrare una umile principessa. Quando si muove dolcemente, parla dolcemente, ti guarda dolcemente, e quando c'è da alzare la voce, ti risponde ancora in modo pacato. Quando è gelosa del suo corpo, delle persone a cui vuole bene. Quando fa la timida e ti chiede di fare qualcosa al posto suo. Quando fa della sua innocenza la virtù di cui va più orgogliosa.
Ebbene, una donna così non può essere trattata male. Cercala, uomo, se desideri amare qualcuna che lo meriti davvero, e se senti di poter meritare tanta grazia.

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